Decreto Bersani (L.40/2007), scopriamo cosa stabilisce

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Davanti ad un testo di legge, a meno che non si abbiano competenze specifiche nel settore, si
avverte sempre qualche difficoltà nell’interpretarlo correttamente. Per questo vogliamo offrire un prospetto che ne semplifichi la comprensione al fine di restituire chiarezza e trasparenza alle cose.

Partiamo dal ben noto decreto Bersani-bis (decreto-legge 31 gennaio 2007 n. 7, convertito in legge 2 Aprile 2007 n. 40) sulla classe di merito. Ricordiamo che per classe di merito s’intende la posizione che la compagnia assicurativa attribuisce all’assicurato basandosi sull’analisi della condotta di guida. La sua importanza è collegata al prezzo del premio assicurativo: più il guidatore adotterà una condotta prudente, più il premio assicurativo sarà conveniente.

Le novità introdotte sull’argomento dalla legge Bersani possono essere sintetizzate nel testo di legge che riportiamo fedelmente di seguito.
L’art. 5 sancisce (sotto la voce “Misure per la concorrenza e per la tutela del consumatore nei servizi assicurativi”) che: “4-bis. L’impresa di assicurazione, in tutti i casi di stipulazione di un nuovo contratto, relativo a un ulteriore veicolo della medesima tipologia, acquistato dalla persona fisica già titolare di polizza assicurativa o da un componente stabilmente convivente del suo nucleo familiare, non può assegnare al contratto una classe di merito più sfavorevole rispetto a quella risultante dall’ultimo attestato di rischio conseguito sul veicolo già assicurato”.

Abbiamo evidenziato le parole chiave da seguire per individuare i punti fermi ed evitare errori interpretativi:

  • il contratto di assicurazione nel quale s’intende usufruire della legge Bersani è un contratto per
    la stipula di una nuova polizza esclusivamente per la stessa tipologia di veicolo. Non è applicabile al trasferimento della classe di merito tra veicoli che appartengono a diverse categorie (sì tra auto e auto, no tra auto e moto);
  • la legge non si applica a persone giuridiche, la sua efficacia si esplica esclusivamente per le persone fisiche;
  • si parla di convivente stabile del nucleo familiare che esclude, quindi, il caso in cui il figlio, che non vive più con il padre, possa ereditare la sua classe di merito. Risulta sempre esterno dal campo di applicazione della legge il trasferimento della classe di merito tra coinquilini, in quanto, sebbene conviventi, non sono familiari.

Il perché di questa disposizione di legge?
Il caro-polizza in Italia è alle stelle, offrire uno spiraglio di speranza può essere confortante.
Parlare di risparmio sulle assicurazioni significa agire sul premio da pagare. Seguendo questa logica, le autorità hanno deciso di offrire un’opportunità ai guidatori per ottenere un’agevolazione sul premio assicurativo da corrispondere. In che modo? Ereditando la classe di merito di un familiare convivente classificato come “guidatore prudente” ti consente di risparmiare pagando un premio per il rischio più vantaggioso!

scritto da:

Myriam Vegliante

Pugliese di origine, laureata a Roma in Impresa e Management presso Luiss Guido Carli e trapiantata, per lavoro, in Olanda. Attualmente mi occupo di Digital Marketing per il sito assicurazioneauto.it, grazie al quale ho combinato la passione per il marketing con l’interesse per la tecnologia e la scrittura. Ho collaborato a tutte le fasi di sviluppo della business idea, dalla marketing strategy alla web content creation, con un orientamento specifico e continuo alla SEO.