Sicurezza stradale: come si comportano i giovani e come dovrebbero educarli i genitori

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Rischio è la potenzialità che un’azione o un’attività scelta porti a una perdita o ad un evento indesiderabile. La nozione implica che una scelta influenzi il risultato.

E’ una delle principali cause di incidenti stradali, soprattutto se alla guida del veicolo c’è un giovane.

Perché? Innanzitutto la questione è neurobiologica, dipende dallo sviluppo del nostro cervello, plastico e in continua trasformazione. E’ intorno ai 25 anni che matura definitivamente la corteccia prefrontale “addetta” a prendere decisioni ponderate e responsabili, valuta le conseguenze delle azioni, le priorità, controlla gli impulsi, organizza e programma i pensieri e le azioni. Insomma, definisce la presa di decisione e l’azione che andrebbe implementata considerando anche le possibili conseguenze.

giovani-genitori-e-sicurezza-stradale-Chiediamoci, ora, a che età diventiamo neo-patentati e quali sono i comportamenti a rischio che minano la sicurezza stradale.

A 18 anni superiamo l’esame per la patente di guida. Possibili comportamenti a rischio: sperimentare emozioni forti con guida veloce, superare gli ostacoli all’ultimo momento, gareggiare al semaforo – chi arriva primo? – abusare di sostanze stupefacenti e alcoliche, scrivere e parlare al cellulare – “io posso tutto, sono multitasking” – perché no, una sera si guida in retromarcia e controsenso buona parte di un pezzo di superstrada.

Pertanto, il cervello deve ancora maturare e oggettivamente che comporta questo?

Gli adolescenti e i ragazzi hanno una minore percezione del rischio, vivono le situazioni con una certa “onnipotenza”, si sentono intoccabili. I possibili eventi negativi della vita (come gli incidenti) riguardano gli altri o sono convinti che dipendano da cause esterne non modificabili. Alla guida hanno poca esperienza e possono essere maggiormente disattenti con conseguente ritardata percezione e reazione ad un pericolo.

“L’incidente? Capita! Non dipende da me” questo è il pensiero che, nella maggior parte dei casi, passa per la testa. “L’ha fatto lui, devo assolutamente riuscirci anche io”: il riconoscimento e l’accettazione degli amici è fondamentale in questa fase della vita. Inoltre, ogni volta che il giovane guidatore scampa un pericolo rafforza la convinzione che è immune dai rischi. In sintesi, lo chiameremo “guidatore a rischio”, che si arrabbia facilmente, non considera le norme stradali e non si sente responsabile di eventuali incidenti che potrebbe provocare.

Di contro, c’è da considerare chi teme il rischio – il “guidatore controllato” – preoccupato di incorrere in incidenti stradali e guida in uno stato d’ansia con l’attesa di una catastrofe imminente. Potrebbe sentirsi ostile e inveire contro gli altri guidatori, pensa che il codice stradale vada rispettato ma non sente di avere il controllo della situazione, non si ritiene capace di gestirla, soprattutto per quanto riguarda gli incidenti stradali.

Chi è un “guidatore prudente”, invece, adotta comportamenti alla guida che rispettano le norme del codice stradale perché pensa che garantiscono la sicurezza. Si ritiene responsabile di eventuali sinistri, pensa che dipendano dai comportamenti che adotta alla guida, quindi presuppone che può far qualcosa per evitarli.

Quale ragazzo non desidera autonomia e indipendenza, quale non nutre la necessità di rinnovarsi di sperimentare ed esplorare le proprie capacità e i propri limiti. Molti raggiungono questi obiettivi con comportamenti non pericolosi, senza compromettere il benessere fisico, psichico e sociale proprio ed altrui. Tuttavia, altri ci arrivano anche a costo di andare contro le norme sociali. Risulta chiaro come guidare un auto per i ragazzi non è stare attenti al codice della strada, recarsi al lavoro, risparmiare sulla benzina e ricordarsi quando scade l’assicurazione. L’auto diviene il mezzo per raggiungere mete tanto agognate: l’affermazione della propria personalità e il riconoscimento dal gruppo di amici.

Da esperti o da genitori fare la ramanzina ai ragazzi, etichettarli necessariamente come “scapestrati” o “inetti” quando si mettono al volante a cosa serve? A chi è utile?

Piuttosto, è fondamentale imparare ad ascoltare con attenzione i silenzi o gli slanci dei ragazzi, del proprio figlio. Sostenere con loro una comunicazione assertiva, cioè esplicitando le emozioni e i pensieri evocati dal loro comportamento, chiedendo di rimando di commentare la propria affermazione senza tuttavia offendere o aggredirli. Inoltre, si può segnalare al ragazzo che sicuramente quel comportamento è stato mosso da buone intenzioni ma che ci piacerebbe conoscerle. Vale a dire rimarcare una connotazione positiva delle loro intenzioni in modo da favorire l’apertura e il dialogo. Esempio: “Quando bevi e guidi così veloce mi preoccupo, perché penso che potresti avere incidenti. Che ne pensi? Sei d’accordo? Sicuramente ci sarà un ottimo motivo se lo fai, visto che tu per primo ne conosci i rischi. Mi piacerebbe conoscerlo.”

Discorrere così aiuta i ragazzi non solo ad aprirsi con i propri genitori, ma orienta e favorisce l’autoconsapevolezza emotiva e la responsabilizzazione, anche nell’ambito della guida.

E, le assicurazioni cosa fanno per la sicurezza? Per contenere la questione “giovani e sicurezza stradale” che cosa è stato proposto da Ania e dalle associazioni dei consumatori aderenti (Acu, Adiconsum, Adoc, Assoutenti, Casa del Consumatore, Cittadinanzattiva, Codacons, Codici, Confconsumatori, Federconsumatori, Lega Consumatori, Movimento Consumatori, Movimento Difesa del Cittadino, Unione Nazionale Consumatori)?

Il Patto per i Giovani!!! È una polizza speciale, per i giovani tra i 18 e i 26 anni, con riduzione significativa del premio, rispetto a quella normalmente applicata ai giovani dalle imprese assicuratrici. Ciò avviene a condizione che il giovane si impegni per contratto nel rispettare il decalogo salvavita, ad adottare cioè comportamenti idonei alla sicurezza stradale. Per leggere interamente le dieci regole e per consultare la lista delle assicurazioni che hanno aderito al progetto, si possono consultare il sito www.ania.it e quelli delle associazioni aderenti all’iniziativa.

Pur di sentirci vivi … guidiamo responsabilmente la vita.

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Rosa Piscitelli

Freelance writer per Assicurazioneauto.it | Psicologa, Specializzanda in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale presso Scuola di Specializzazione "Training School" di Roma | Progettista nell'ambito socio-sanitario | Appassionata di musica, letteratura, arte e buona cucina | Svolgo volontariato da anni | Il mio valore primario nonché obiettivo nella vita è il benessere e la serenità individuale e relazionale.