Riforma RC auto, cosa contiene?

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Una riforma del settore assicurativo era nell’aria da un po’. È stata discussa nell’ultimo periodo in Consiglio dei Ministri e pur non essendo stata approvata definitivamente, ha raccolto qualcosa che sembra molto vicino ad un via libera.

Naturalmente la cosa non è passata sotto silenzio, suscitando numerose reazioni da parte di carrozzieri, compagnie assicurative e cittadini. Prima di capire quali sono le polemiche vediamo che cosa prevede.

Gli intenti del Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) paiono buoni: le misure inserite nel pacchetto assicurazioni sarebbero studiate nell’interesse degli assicurati, dei cittadini e del sistema economico nel suo complesso. Queste le premesse che si leggono in una nota del MISE.

La prima modifica coinvolge la cosiddetta ‘scatola nera’. Di cosa si tratta?

Non é altro che un dispositivo, simile a quello che associamo piú comunemente agli aerei, che potrá essere installato dall’assicuratore sul suo veicolo. Non é peró chiaro se la spesa debba essere sostenuta dall’assicurato stesso o della sua compagnia.

In ogni caso, l’obiettivo dell’istallazione di tale strumento é quello di garantire una maggiore trasparenza nel momento della richiesta del rimborso e limitare il numero (ben alto) delle frodi. In ‘cambio’ di questo, sarebbe, la compagnia assicurativa, a garantire uno sconto per l’assicurato sulla polizza pari almeno al 10%.

Continuando la lettura della proposta a proposito della scatola nera, il cui intento è sicuramente buono, si legge che i dati registrati dal dispositivo costituiranno una prova vera e propria per i procedimenti civili anche nel caso in cui solo uno dei contendenti abbia la sua ‘scatola’ installata. É quindi chiaro che questo non metterà in una buona posizione chi non ne possederà una. Si può ipotizzare che le ragioni di chi non ha installato il dispositivo saranno più facilmente contestabili dato che la scatola nera non mente.

 

La scatola nera però non soddisfa né le assicurazioni sulla questione dello sconto, né i cittadini che non ritengono che il dispositivo possa garantire una reale diminuzione delle frodi. Essi affermano, infatti, che chi non è onesto, o più probabilmente ha intenzione di frodare l’assicurazione, difficilmente sceglierà l’installazione, se non è obbligato.

Altro punto critico della proposta di riforma è il ‘risarcimento in forma specifica’.

In altre parole significa che verrà data alla compagnia assicurativa la possibilità di sostituire il rimborso con la riparazione (sempre pagata da lei) presso centri convenzionati.  Questo ha fatto insorgere FederCarrozzieri (Federazione Italiana Carrozzieri Indipendenti) che sottolinea come tale azione limiterebbe la libera scelta del cittadino, il quale non potrebbe più decidere a quale carrozzeria rivolgersi e allo stesso tempo taglierebbe fuori dal mercato le piccole carrozzerie indipendenti.

Oltre a questo, se la riparazione del danno viene effettuata ‘in forma specifica’, la compagnia assicurativa sarà obbligata a fornire una garanzia di due anni per il pezzo sostituito. Inoltre, l’assicurazione dovrà applicare uno sconto non inferiore all’8% del premio agli assicurati che scelgano questa opzione. È chiaro che quest’ulteriore sconto non piaccia alle compagnie assicurative.

La riforma prevede in ogni caso che l’assicurato possa preferire il proprio carrozziere, che conosce meglio la sua macchina. Attenzione però: il rimborso che la compagnia fornirà non potrà in nessun caso superare la cifra che sarebbe stata pagata alla carrozzeria convenzionata. Insomma, pur lasciando questa come una possibilità di risarcimento pare sia quasi obbligatoria.

Le sorprese del pacchetto RC auto non sono ancora finite.

É stato previsto un allungamento dei tempi di pagamento. In altre parole, le compagnie hanno a disposizione più tempo per comunicare all’assicurato l’offerta di rimborso o il diniego. Si passa da 60 a 90 giorni, se si tratta di danni a sole cose e da 30 a 45 giorni in caso di constatazione amichevole (per intenderci il modulo blu che si trova insieme ai documenti dell’assicurazione che vale, compilandolo, come denuncia di incidente e richiesta di risarcimento alla propria assicurazione).  Questo significherebbe un’attesa di pagamento anche per le carrozzerie ovviamente.

Al contrario si stringono i tempi per chiedere il risarcimento. Insomma più tempo per ricevere il rimborso ma meno per chiederlo.

In una nota dell’IVASS (Istituto sulla Vigilanza per le Assicurazioni) si legge che al fine di contrastare i fenomeni di frode, in sede di tavolo tecnico alla camera dei Deputati, si è discusso della possibilità di prevedere tempi più ristretti (ad esempio: 90-180 giorni) per la presentazione della richiesta di  risarcimento, rendendolo vano dopo tali giorni. L’IVASS aggiunge che ciò potrebbe essere limitato ai soli danni a cose, evitando d’incidere sui danni alla persona. Nella nota dell’IVASS viene specificato che verrà comunque data la possibilità di far valere i casi di forza maggiore per giustificare il ritardo.

A leggere fin qui pare che non ci sia molto di buono in questa riforma, ma forse non è così. Qualcosa di utile c’è. Vediamo cosa.

Verrà realizzato un archivio integrato antifrode presso l’IVASS. Sarà un’apposita  piattaforma tecnologica che integrerà i dati esistenti sulle frodi (da reperire fra i vari enti, soggetti pubblici e privati) con quelli nuovi dalle compagnie e dagli intermediari, al fine di renderli fruibili immediatamente e creare un quadro informativo utile a rallentare le possibilità di frode.

Restando in ambito tecnologico è previsto, inoltre, l’avvio del processo di dematerializzazione dei contrassegni assicurativi e la distribuzione via web del contratto base (dovrà contenere le clausole minime necessarie per adempiere all’obbligo di legge).

Infine rimane l’abolizione del tacito rinnovo, come già stabilito dal Decreto Sviluppo bis (convertito con la L. 221/12), introdotta una novità a favore degli assicurati: l’introduzione dei testimoni. Ci sarà cioè, la possibilità di avere dei testimoni in caso d’incidenti con danni a cose o lesioni di lieve entità. La lista dei testimoni, però, sempre nell’ottica di impedire le frodi, dovrà essere compilata nel momento stesso in cui si chiede il risarcimento all’assicurazione.

Insomma una riforma più che chiacchierata, al momento però, si tratta solo di riforma, vedremo cosa fra tutte le proposte diventerà legge.

scritto da:

Claudia Dani

Freelance writer per Assicurazioneauto.it | Giornalista freelance, addetta media, web editor | Mi occupo di comunicazione web, social e tradizionale per le aziende | Scrivo contenuti per il web. Collaboro alla redazione di www.lsdi.it. e curo il mio sito web claclick.com