Ridurre la distrazione in auto: la pratica della mindfulness

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ansia-guida-assicurazioneauto.itCi sono situazioni che viviamo con il pilota automatico. Siamo in macchina e all’improvviso stupefatti sobbalziamo perché potremmo ritrovarci in una strada diversa da quella in cui saremmo dovuti essere, a cosa stavamo pensando? Oppure, quante volte si distoglie lo sguardo dalla strada per cambiare stazione radio, impostare il percorso di viaggio o rispondere ad un sms, ad una telefonata che potrebbe, anche, aspettare?

Chiudete un attimo gli occhi, immaginate di essere in macchina in paese, andate ad una velocità di 50km/h vi arriva un sms e decidete di rispondere. Tempo impiegato? 5 secondi. Quanti metri pensate di aver percorso senza guardare in avanti? 30? Risposta esatta. Per 30 metri siete stati completamente ciechi!!! Utilizzare un telefono cellulare ritarda la reazione del guidatore tanto quanto avere livelli alti di alcol nel sangue. Per quanto sia un’abitudine, adottata da molti, ma che non ci protegge da rischi, anzi… I problemi cominciano quando con il pilota automatico facciamo delle cose di cui possiamo poi pentirci, come metterci in macchina e adottare una guida aggressiva o dopo aver bevuto alcool.

La chiave per ridurre le distrazioni, i rischi e il loro impatto è imparare a considerare la propria guida come una competenza che ha bisogno di essere in continua valutazione e miglioramento. In questo ci aiuta la pratica della Mindfulness, che in ambito psicologico significa essenzialmente “consapevolezza” dei propri pensieri o, in altre parole, la capacità di essere pienamente presenti nelle situazioni che affrontiamo.

mindfulness-alla-guida-assicurazioneauto.itIn tutto il mondo, molte persone hanno completato il programma di riduzione MBSR-Mindfulness-based stress reduction di Jon Kabat-Zinn. L’Istituto Nazionale Inglese per la Salute e l’Eccellenza Clinica (NICE) raccomanda terapie Mindfulness, praticate anche in Italia (ricordiamo anche la MBCT- Mindfulness Based Cognitive Therapy e unaulteriore evoluzione che è l’ACT-Acceptance and Commitment Therapy) per la depressione, per lo stress, il dolore ed altre problematiche. C’è poi chi come Thich Nhat Hanh suggerisce di coltivare la consapevolezza durante le attività quotidiane più calme (per esempio: lavarsi o bere il tè) e chi anche nelle situazioni difficili, come Pema Chödrön, guidando l’automobile.

Il gruppo di ricerca sulle Neuroscienze del Dr. Richard Davidson dell’Università del Wisconsin ritiene che la pratica mindfulness accelera i tempi di reazione, aumenta i livelli di vigilanza e attenzione focalizzata sulla strada e rafforza i circuiti emozionali della calma facendo mantenere il “sangue freddo”. Diminuisce, inoltre, il livello di collera mentre si guida.

«Ci sono strade che di notte le distingui solo per l’odore dell’asfalto non sei sicuro di esserci mai stato.  Ci sono strade luminose strade senza voce ed altre invece senza il tempo  non sei sicuro di esserci passato ma sei sicuro che ci stai vivendo» cantano i Tiromancino. Dalla ricerca di Michelle McDonald si evince, ancora, che grazie alla mindfulness la nostra guida risulta più piacevole e coinvolgente.

In cosa consiste? Invece di vagare con la nostra mente, ci teniamo radicati sui dettagli che di solito non apprezziamo. Si spegne la radio e si entra in sintonia con l’esperienza diretta, con le sensazioni di presa del volante e lo spettacolo del panorama che ci circonda, percepire i movimenti del corpo sul sedile, le sensazioni dei piedi sui pedali, l’aria che sfiora il volto, ai suoni e così via. Infatti, l’esercizio di pratica informale propone di scegliere un’attività quotidiana che eseguiamo in modo automatico (e forse pensando anche ad altro) e di svolgerla con consapevolezza portando tutta l’attenzione su quello che si fa: dalle sensazioni che si provano e ai movimenti che si svolgono momento dopo momento. E quando la mente divaga, accorgersene e riportala sull’attività che si sta svolgendo.

Non si tratta di controllare i propri pensieri piuttosto che rimuginare il passato o pensare al futuro, ma di essere consapevoli di ciò che ci accade mentre svolgiamo qualcosa, in questo caso mentre guidiamo.

La caratteristica della mindfulness è la vigile consapevolezza del momento presente, qui ed ora, di ciò che entra nel campo della consapevolezza, senza lasciarsi andare in ragionamenti, giudizi, tentativi di spiegazione. In sostanza l’idea è di guidare nel modo più attento possibile, notando l’ambiente circostante in modo che siamo in grado di portare l’attenzione a qualsiasi rischio potenziale e per aumentare il tuo livello di concentrazione nei momenti in cui se ne ha bisogno. Due aspetti che caratterizzano un conducente attento ed esperto: è ricettivo e si mette nelle migliori condizioni per far fronte ad eventi inaspettati, improvvisi, sfavorevoli.

“Quando guidiamo, tendiamo a pensare all’arrivo, e in nome dell’arrivo sacrifichiamo il viaggio” Thich Nhat Hanh.

Alla prossima puntata…

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Rosa Piscitelli

Freelance writer per Assicurazioneauto.it | Psicologa, Specializzanda in Psicoterapia Cognitivo Comportamentale presso Scuola di Specializzazione "Training School" di Roma | Progettista nell'ambito socio-sanitario | Appassionata di musica, letteratura, arte e buona cucina | Svolgo volontariato da anni | Il mio valore primario nonché obiettivo nella vita è il benessere e la serenità individuale e relazionale.