[Infografica] Quanti falsi sinistri esistono in Italia?

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Il fenomeno dei sinistri fraudolenti è ampiamente diffuso in Italia.

L’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni) calcola e pubblica ogni anno statistiche con i dati relativi ai casi accertati di frode rispetto al totale dei sinistri denunciati. Nel 2011, in Italia sono stati rilevati 54.502 sinistri fraudolenti, pari al 2,04% di tutti quelli accaduti e denunciati nel medesimo anno. La cifra è in calo rispetto all’anno precedente, che aveva visto 69.763 casi (il 2,3% del totale) di frode assicurativa in caso di sinistri.

Il problema interessa l’intero Paese, seppur con spiccate differenze territoriali. È interessante notare che la riduzione dei casi di sinistri fraudolenti che ha caratterizzato il 2011 riguarda soprattutto le zone in cui il fenomeno ha un’incidenza più alta.

L’Italia settentrionale è l’area con la minore incidenza di casi di frode. Tuttavia, la maggior parte delle regioni del Nord presentano aumenti rispetto agli anni precedenti.

La regione settentrionale con la maggior incidenza di frodi è il Piemonte, stabile all’1,21% dei casi di sinistri denunciati risultati fraudolenti. Seguono, in crescita, la Liguria (1,03%), l’Emilia Romagna (0,97%), la Lombardia (0,93%), il Veneto (0,72%), la Valle d’Aosta (0,66%), il Friuli Venezia Giulia (0,57%) e il Trentino Alto Adige (0,25%).

Per quanto riguarda il centro Italia, abbiamo dati perlopiù stabili. Abruzzo e Lazio segnalano l’1,42% di casi di sinistri fraudolenti, la Toscana l’1,22% e le Marche l’1,02%. L’Umbria è in aumento, con lo 0,77% dei casi.

Preoccupanti restano i dati delle regioni meridionali, seppure tutte in calo rispetto all’anno precedente: Campania (7,32% dei casi), Puglia (5,17%), Calabria (4,52%), Basilicata (2,95%) e Molise (2,61%).

Per quanto riguarda le isole, la Sicilia è in calo con il 2,82% dei casi, mentre la Sardegna aumenta con lo 0,93%.

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Ma perché i dati sui sinistri associati a reati sono così importanti?

La risposta é semplice. Il numero dei casi di frode incide sul costo delle assicurazioni, portando quindi  conseguenze per tutti. Infatti, più esso sarà elevato più il premio assicurativo subirà un rincaro.

I sinistri fraudolenti comportano risarcimenti non previsti per le assicurazioni, con un aumento dei costi che, per il principio di mutualità su cui si basano le compagnie assicurative, viene ripartito tra i clienti e quindi va ad aumentare i premi delle polizze.

Un sistema più equo vedrebbe una gestione dei costi meglio suddivisa tra assicurati e compagnia, ma il vero problema ha radici profonde. Perché questo meccanismo si blocchi è necessario un cambiamento di mentalità da parte di tutti, in modo che le truffe di pochi non vadano a danno di tutti.

In Italia sono infatti denunciati oltre 500.000 colpi di frusta ogni anno (pari quindi a 1.300 al giorno). Se in Europa nel 10% degli incidenti vengono denunciati danni alla persona, in Italia questa percentuale sale al 23%. Nel 2010, le compagnie assicurative hanno risarcito oltre 69.000 sinistri riconducibili a frodi, per un totale di 298 milioni di euro.

Per tentare di arginare questo fenomeno, sono stati presi una serie di importanti provvedimenti.

Innanzitutto, è stato abolito l’ISVAP (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni Private e di Interesse Collettivo) ed è stato istituito al suo posto l’IVASS, sotto il controllo del Direttore Generale della Banca d’Italia, Saccomanni.
Lo scopo di questo provvedimento è di ridurre i costi di gestione del 10% rispetto al passato, grazie ad una più stretta vigilanza del settore assicurativo e finanziario.

Una delle novità più significative introdotte dall’IVASS è il cosiddetto Archivio Informatico Integrato, che raccoglie e incrocia una grande quantità di dati, con l’obiettivo di individuare in maniera molto più facile e rapida i casi di sospetta frode.

Questo permetterà all’IVASS anche di segnalare alle assicurazioni ed eventualmente all’Autorità Giudiziaria i profili sospetti in maniera preventiva.

L’Archivio riceverà le informazioni direttamente dalle numerose banche dati relative agli attestati di rischio, ai sinistri, all’anagrafe testimoni, all’anagrafe danneggiati e all’anagrafe nazionale degli abilitati alla guida. Inoltre, l’Archivio avrá accesso ai dati provenienti dall’archivio nazionale dei veicoli, dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA), dalla CONSAP (Concessionaria Servizi Automobilistici Pubblici) e da altre banche dati pubbliche e private selezionate dal Ministero dei Trasporti.

Alla fine di ogni anno, l’IVASS produrrà una relazione che riassumerà le iniziative prese e i relativi risultati. Avrà inoltre la facoltà di avanzare ulteriori proposte per arginare il fenomeno delle frodi.

Un ulteriore pacchetto di interventi è stato discusso il 20 settembre 2013, nell’ambito del tavolo tecnico per la riforma del settore assicurativo, istituito presso il Ministero dello Sviluppo Economico e presieduto dalla Senatrice Simona Vicari, Sottosegretario di Stato. Vi hanno partecipato l’IVASS e l’AGCM (Autorità garante della Concorrenza e del Mercato).

Tra le misure principali che sono state avanzate vi è la definizione di tempi certi e rapidi per la realizzazione vera e propria dell’Archivio Informatico Integrato. Altre misure sono in fase di discussione e approvazione. Tra queste, la definizione del nuovo criterio per le compensazioni tra imprese, per quanto concerne il risarcimento diretto dei clienti RC auto, nonché la diffusione della telematica assicurativa, attraverso l’offerta volontaria delle cosiddette “scatole nere”. Lo scopo di questi interventi è di garantire la sostenibilità complessiva dell’intervento antifrode, senza andare a danneggiare la libertà di scelta del singolo, ma concedendo la massima tutela possibile agli assicurati. Sono state proposte anche una ristrutturazione del sistema “bonus-malus” tipico delle imprese assicurative e una modifica della regolamentazione sui crediti assicurativi.

Se i dubbi riguardo all’Archivio esistono – ci si può infatti chiedere se una tale banca dati vada a danneggiare la privacy dei guidatori, che saranno “schedati” e le cui specificità saranno accessibili in maniera più facile – è indubbio che i benefici che questo provvedimento apporterà sono numerosi.

Come spiegato precedentemente, infatti, se le nuove misure antifrode avranno i risultati sperati, i vantaggi saranno tangibili per tutti gli assicurati e si manifesteranno sottoforma di diminuzione nei premi delle polizze.

scritto da:

Ambra Tallone

Freelance writer per Assicurazioneauto.it | 20 anni, piemontese, ma vivo a Milano | Attualmente studio Comunicazione, Media e Pubblicità presso la Libera Università di Lingue e Comunicazione IULM | Fra le mie piú grandi passioni vi sono la lettura, la scrittura creativa e la lingua inglese.