Quale messaggio comunicano gli spot sull’auto?

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spot-autoIl rapporto tra l’industria automobilistica ed il mezzo pubblicitario getta le sue radici già nei primi decenni dello scorso secolo quando i primi produttori di auto, prima tra tutte la Ford, iniziavano a ricorrere a questa tipologia di comunicazione attraverso le affissioni. Da allora tanto è cambiato sia nell’industria automobilistica che in quella pubblicitaria, ma ad oggi possiamo dire che entrambe non possono fare a meno l’una dell’altra. Per le agenzie pubblicitarie infatti spesso i colossi automobilistici sono clienti redditizi con grandi budget a disposizione, e per quanto difficili sono sicuramente da tenere ben stretti. Dall’altro lato della medaglia l’industria automobilistica per riuscire a vendere un bene di raro acquisto come l’automobile deve per forza di cose puntare sempre più sulla costruzione di messaggi che entrino nella mente del consumatore e lo spingano ad acquistare il prodotto.

Una costruzione dei messaggi che tuttavia ha avuto dei filoni differenti determinati ovviamente anche dall’evolversi del contesto socio-culturale. I primi messaggi pubblicitari infatti erano incentrati totalmente sul prodotto in quanto lo scopo era quello di far conoscere al pubblico un qualcosa di nuovo e rivoluzionario come l’automobile. Questa tendenza si è avuta fino agli anni 80 vista la numerosa presenza di aziende nel mercato. Il leitmotiv infatti sembra quello di porre l’automobile al centro della scena ignorando quindi ogni altra caratteristica che possa distogliere l’attenzione dal prodotto. Anche nei primi anni 90 la tendenza sembra essere simile e l’automobile rimane al centro di spot senza troppi fronzoli e con messaggi semplici.

Si arriva così al nuovo millennio e le sfide nel settore automobilistico continuano ad aumentare. Le strade diventano molteplici e ogni brand automobilistico cerca di costruire i propri messaggi pubblicitari su codici diversi per differenziarsi dai competitor e persuadere di più la mente dei consumatori.

Si inizia dunque a sperimentare puntando su una comunicazione che va a toccare diverse corde: si sceglie di mettere il consumatore al centro cercando di convincerlo con tematiche forti e di grande impatto come quelle della sicurezza, o si tenta di enfatizzare il marchio legandolo enfaticamente al territorio d’origine. Importante dunque è analizzare alcuni esempi.

C’è chi, come la casa automobilistica Saturn, decide di focalizzarsi proprio sul consumatore decidendo di non fare neanche vedere un’automobile durante il suo spot tv. Altri invece puntano sull’appartenenza territoriale che, nel settore, è spesso un elemento che rafforza lo stesso valore del brand, lo sa bene la Chrystler che con uno spot cerca di riportare in auge la città di Detroit, un tempo città dell’automobile per eccellenza.

Insomma tracciare quelle che sono delle linee generali dell’utilizzo della pubblicità nel settore dell’industria automobilistica è davvero impossibile. Certo gli spot che vanno in onda adesso sono sicuramente più complessi dal punto di vista tecnico e visivo ma non per questo sono più efficaci dei semplici spot di alcuni decenni fa. Il consumatore è il soggetto più complicato dell’universo e non esiste una formula prestabilita per convincerlo. Potrebbe essere attratto da uno spot basato su un super inseguimento con mille effetti speciali o semplicemente da un sorriso di un bambino, chi può dirlo? Ciò che è importante è la continua sperimentazione, lo spingersi oltre dal punto di vista comunicativo delle grandi case automobilistiche ha lasciato molto spesso non solo degli spot pubblicitari ma dei piccoli capolavori, e dunque va bene così.

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Ivano Sorrentino

Freelance writer per Assicurazioneauto.it | Sono laureato in Marketing e comunicazione ed opero nel contesto del marketing digitale, SEO e SEM con diverse collaborazioni sia come consulente che come freelance.