Pedaggi autostradali: le polemiche sui rincari

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Sono scattati il primo gennaio i rincari sui pedaggi, come voluto dai decreti approvati dai ministri Maurizio Lupi e Fabrizio Saccomanni.

Un rincaro in media del 3,9%, che supera, per alcune tratte, l’8%. Stando ai dati riportati del Ministero delle Infrastrutture e trasporti, gli aumenti maggiori sono stati applicati da Strada dei Parchi (+8,28%), seguita da Autostrade Centropadane (+8,01%), mentre rimangono invariate le tariffe di Consorzio Autostrade Siciliane, Autostrade Meridionali e della Asti-Cuneo.

L’aumento però sarebbe “più leggero” di quanto era stato richiesto dai concessionari. La media è, infatti, del 3,9% contro il 4,8% richiesto dalle società che gestiscono le reti autostradali.

La riduzione, afferma il ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture nel suo sito personale, «deriva dall’esigenza di attenuare l’impatto degli incrementi tariffari sull’utenza in un periodo di perdurante crisi economica».  Si legge inoltre che la riduzione permetterà un “risparmio” «quantificabile in circa 50 milioni di euro annui».

Il ministro però non esclude futuri aumenti durante «l’aggiornamento quinquennale dei piani finanziari», dati dalla compensazione di quegli aumenti, richiesti da alcuni concessionari, che non sono stati totalmente corrisposti.

In questo modo il Governo cerca di giustificarsi, cercando di sottolineare il tentavo nel contenere i rincari inevitabili. Ma secondo l’opinione dell’Osservatorio Nazionale sulle Liberalizzazioni dei Trasporti (Onlit) sono semplicemente «aumenti ingiustificati» che vengono applicati «nel consueto caos dei provvedimenti di fine anno».

Nonostante la pioggia dei rincari sulle autostrade sia parte di una serie più ampia di aumenti, risultato, come afferma Paolo Baroni, di «una serie di micro-norme inserite negli ultimi mesi nella legge di stabilità e nei decreti mille proroghe», è quella che attualmente sta facendo più discutere.

Le prime proteste arrivano da Cinzia Franchini, Presidente della CNA-Fita, che nella sua lettera, aperta al Presidente Consiglio dei Ministri, non usa mezzi termini nel dire che i rincari sono ampiamente superiori alla media (tre volte tanto) proprio nelle aree in cui si registra una frequenze e un flusso di trasporti molto elevato. Cita in particolare il caso della tratta «Venezia-Trieste dove secondo i dati ufficiali dell’osservatorio Onlit (Osservatorio Nazionale sulle Liberalizzazioni dei Trasporti) l’aumento riconosciuto sarà del 12,9%». Tutto ciò, continua Cinzia Franchini, va a ledere proprio il tanto acclamato cambiamento e ci sarà poco da lamentarsi «se i forconi del 9 dicembre scorso saranno nuovamente inforcati».

Anche il Senatore Udc, Antonio De Poli, si scaglia contro i rincari autostradali ed afferma: “chiederò al Governo di rivedere i rincari dei pedaggi autostradali che sono particolarmente pesanti per il Nord Est e rappresentano, dunque, una vera stangata per la nostra economia”. Il Senatore presenterà, infatti, un’interrogazione parlamentare ai ministri Lupi e Saccomacchi chiedendo al Governo come “intenda agire concretamente per scongiurare un effetto depressivo dei rincari autostradali alla luce della notizia di un aumento del 250 per cento della tratta Padova-Venezia”.

Non va per le leggere neppure Federconsumatori che definisce «patetico l’atteggiamento del Governo, che si sta vantando di aver contenuto l’ammontare degli aumenti». Rosario Trefiletti e Elio Lannutti, rispettivamente presidenti di Federconsumi e Adusbaef, chiedeno che «siano rese note al più presto le giustificazioni che li hanno consentiti e soprattutto quali siano gli investimenti realizzati che li motiverebbero».

Inoltre Federconsumatori dichiara di voler acquisire i decreti dei Ministeri dei Trasporti e dell’Economia che hanno portato agli aumenti tariffari, al fine di adottare azioni a tutela degli utenti e chiede alle istituzioni locali di agire concretamente al fine di rendere i rapporti con le concessionarie più controllati e trasparenti, spezzando gli attuali automatismi di adeguamento delle tariffe.

In tal senso sta agendo anche Lupi. Il ministro afferma di aver già previsto degli incontri con Aiscat, l’associazione delle concessionarie, «per verificare strade nuove e consensuali rispetto agli attuali automatismi di adeguamento delle tariffe».

Nell’attesa di vedere cosa succederà, si continuano a mettere in atto i medesimi meccanismi che si ripropongono ogni anno, tali e quali all’anno precedente.