Muoversi in città: tra auto e moto quale scegliere?

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moto-e-autoAuto o moto. È un dilemma sempre in voga e la scelta non può che essere personale. C’è chi predilige comfort e sicurezza e chi, invece, ama il rischio e risparmiare tempo. Quelli che possono essere analizzati sono i dati che fanno di una priorità soggettiva una determinata scelta. Se è vero, ad esempio, che su quattro ruote si è più sicuri che su due. Per prima cosa è bene fare riferimento ad un contesto preciso: muoversi in città. Scooter o macchina? Si potrebbe procedere analizzando quattro principali criteri: confort, costi e consumo, sicurezza, lifestyle.

COMFORT. D’istinto sembrerebbe il più scontato, ma non è così. Dipende cosa si ritiene confortevole. Se, ad esempio, risparmiare tempo durante il tragitto casa-lavoro ed evitare code e ingorghi sono comodità molto rilevanti, allora la moto diventa un’opzione non trascurabile.

È innegabile, però, che l’automobile ha dalla sua la postura di guida, la radio, l’impianto di condizionamento, un eventuale navigatore, garantisce meno sforzo e protegge dalle intemperie. Molti motociclisti, pur amando il loro mezzo, spesso rinunciano ad utilizzarlo in caso di pioggia.

COSTI E CONSUMO. Sotto il profilo del consumo di carburante la questione si complica. È luogo comune pensare che le due ruote consumino molto meno rispetto alle quattro e nella maggior parte dei casi è così. Il sito americano ehow.com parla di un risparmio che in alcuni casi si alza del 50% per i motocicli, ma bisogna analizzare caso per caso e tenere in considerazione aspetti come la cilindrata, i cavalli, se si tratta di benzina, diesel, Gpl o metano. I motori delle automobili sono progettati e si evolvono in direzione ecologica ed economica mentre in ambito motociclistico si è rimasti un po’ indietro. Guidare una moto da corsa e non uno scooter, inoltre, può invogliare ad adottare uno stile sportivo che si traduce automaticamente in maggiori consumi. In linea generale, però, vale il principio secondo cui maggiore è il peso da spostare maggiore è l’energia da utilizzare. Anche i costi di assicurazione sono in genere a favore dei motocicli. Come per l’auto, tanto dipende dall’età dell’assicurato, dalla classe di merito, dalla cilindrata, etc… ma per le due ruote i prezzi partono normalmente da 300 euro e non superano quasi mai i 1000. Mentre la cugina a quattro ruote raggiunge cifre pari o superiori a 2500 euro.

SICUREZZA. Altro aspetto molto discusso è la sicurezza. Si ripropone il discorso precedente sulla direzione che ha intrapreso l’industria automobilistica. Essa, infatti, tende a costruire modelli sempre meno facilmente danneggiabili che salvaguardano l’incolumità di conducente e passeggeri. Nonostante le accortezze effettive verso le quali vengono sensibilizzati i motociclisti (indossare casco e protezioni, evitare il sorpasso a destra, etc…) quella sulla sicurezza è una battaglia persa soprattutto nell’immaginario delle persone. La sola cintura di sicurezza è un segnale inequivocabile della supremazia delle quattro ruote nel campo della riduzione del rischio. Questo nonostante uno studio dell’Università del Sud California sostenga che 3/4 degli incidenti con una moto vedono coinvolto un altro veicolo che in 2/3 dei casi è colpevole di non aver rispettato il diritto di precedenza del motociclo.

LIFESTYLE. Infine il lifestyle. È innegabile che la scelta finale tenga in grande considerazione quest’ultimo criterio. La crisi può aver contribuito a far sì che fedeli automobilisti abbiano pensato di virare sullo scooterone per risparmiare soldi e ottimizzare i tempi. Ma nella maggior parte dei casi in cui si opta per la moto a discapito della macchina, il motivo sta nel desiderio di abbracciare uno stile di vita, di realizzare il sogno di possedere una moto propria. La sensazione della velocità chinato su un manubrio con il corpo che si infila in un muro d’aria non ha nulla a che vedere con la percezione che si ha schiacciando il pedale di una coupé.

Insomma, a conti fatti, è un azzardo dire se in città siano meglio le due o le quattro ruote. La scelta resta personale e poco opinabile. L’unica raccomandazione, soprattutto per chi si muove nei grossi centri metropolitani, è quella di ricordarsi l’attualissima questione ambientale. Si predilige l’automobile? Ottimo! Si valutino le opzioni di car pooling e car sharing, sempre più diffuse nelle grandi città. Oppure si investa su una macchina elettrica o su una a bassa emissione di gas cercando di utilizzarla il meno possibile. Qualora, invece, non si resista al fascino delle due ruote, è bene non dimenticare la cara, vecchia bicicletta che, pur non essendo una vera e propria moto, avrà nelle Smart City del futuro uno spazio più che considerevole – si pensi solo alla situazione olandese ad esempio. Il sito web Rinnovabili.it dedica un intero articolo al mercato delle biciclette elettriche che, entro il 2020, raggiungerà cifre pari a 11 miliardi di fatturato. La stessa Unione Europea propone ogni anno dal 1999 un’iniziativa importantissima in questa direzione: “Città in bicicletta, pedalare verso l’avvenire” (è possibile scaricare la brochure sul sito della Federazione Italiana Amici della Bicicletta). Si tratta di un vero e proprio manuale, chiaro e dettagliato, per quelle amministrazioni locali che intendono intraprendere una politica per favorire la mobilità ciclabile.

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Luca Rizzati

Freelance writer per Assicurazioneauto.it, collaboratore occasionale della redazione di datasport.it e responsabile stampa del Nuoto Club Monza. Sono dottore in Linguaggi dei Media e studente del Master in Fundraising dell’Università degli Studi di Bologna. Amo lo sport e il cinema. Ex giocatore di pallanuoto e attore amatoriale di teatro, credo nel lavoro di squadra e nella forza della motivazione.