[Intervista]: L’ideatore di Cross with me si racconta

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Vi presentiamo Cristian Bernareggi co-fondatore di EveryWare Technologies, società spin-off dell’Università degli Studi di Milano, e tra i fondatori di Cross with me, un’app rivoluzionaria, che potrebbe migliorare di molto la mobilità e la sicurezza urbana delle persone con disabilità visive e di cui abbiamo già parlato in un altro nostro articolo.

EveryWare-Technologies-assicurazioneauto.itIl progetto è stato già presentato Premio Edison Start, che finanzia idee geniali. Ma rivediamo brevemente come funziona. Cross with me è un’app per smartphone in grado di riprendere l’ambiente circostante tramite la videocamera e, attraverso un software specifico, ne può riconoscere le caratteristiche. Grazie ad essa, dunque, una persona con disabilità visiva, puntando lo smartphone verso la strada, può sapere, attraverso il riscontro vocale, se ci siano le strisce pedonali e il modo corretto per attraversarle. Inoltre, è in grado di rilevare e condividere con altre persone informazioni relative, ad esempio, agli ostacoli lungo il cammino o alla poca visibilità delle strisce stesse. Tutto ciò offre maggiore autonomia nella mobilità urbana alle persone non vedenti o ipovedenti.

Ciao Cristian, il tuo progetto sta già suscitando grande interesse tra le persone non vedenti o ipovedenti . Ma a che punto è lo sviluppo di quest’app?

«Il prototipo esiste già e funziona. È stato presentato ad ottobre scorso presso la fiera Reatech di Milano. Tuttavia sono necessari ancora ulteriori test, per rendere l’app assolutamente affidabile nel riconoscimento delle strisce e degli altri ostacoli che si possono incontrare in un contesto urbano. Con i finanziamenti del Premio Edison riusciremmo a completare il percorso e mettere l’app a disposizione di chi ne ha bisogno».

Prima di Cross with me hai lavorato ad un’altra app, che ha avuto moltissime download. Parliamo di iMove. Ci puoi spiegare di cosa si tratta?

«È una app di supporto alla mobilità autonoma di persone con disabilità visive già disponibile da circa un anno. Consente di conoscere l’indirizzo in cui ci si trova e i relativi punti di interesse. Inoltre, iMove permette di personalizzare gli avvisi e di registrare note vocali che sono riprodotte quando si torna vicino al luogo in cui sono state registrate. In questo modo, funge da promemoria per segnalare ostacoli, ad esempio. Ancora, iMove può essere utilizzata anche sui mezzi di trasporto pubblico: ricevendo le informazioni ambientali è come se si guardasse fuori dal finestrino».

Da quasi dieci anni lavori nel campo dell’informatica e dello sviluppo di tecnologie in grado di aiutare le persone non vedenti. Quanto la tua storia personale ha influito su questa scelta?

«La mia esperienza personale influisce molto, perché mi consente di individuare i bisogni di chi è non vedente o ipovedente. Certamente le idee nascono spesso dalla mia esperienza. Tuttavia, nel lavoro cerchiamo di coinvolgere anche gli altri utenti, in particolare nelle prove dei prototipi, per garantire diverse modalità di utilizzo delle tecnologie. L’interesse per questo settore deriva dal fatto che da molti anni utilizzo tecnologie informatiche che hanno migliorato la qualità della mia vita. Il mio percorso è iniziato studiando Informatica presso l’Università degli Studi di Milano e conseguendo, successivamente, presso lo stesso ateneo il Dottorato di Ricerca in Informatica. Oggi tramite la società spin-off dell’Università degli Studi di Milano EveryWare Technologies, di cui sono cofondatore, lavoro costantemente nell’ambito delle tecnologie d’ausilio alle persone con disabilità».

Sicuramente i tuoi progetti non si esauriscono qui. Quindi ti chiediamo quali sono i tuoi nuovi progetti per il futuro?

«Stiamo sviluppando un progetto per potersi orientare negli edifici in cui il GPS non funziona. Ne abbiamo testato un prototipo già alla Fiera di Rho. Immaginiamo di portare questo approccio nei luoghi pubblici chiusi, in modo che, usando lo smartphone, ci si possa orientare. Inoltre, stiamo lavorando a delle tecniche di visione artificiale per riconoscere segnali stradali. Ad esempio, è in fase di test un’app per il riconoscimento dei semafori e del relativo colore. Infine, è in corso un progetto didattico, per supportare i bambini della scuola primaria nell’insegnamento della matematica. Si tratta di Math Melodies, un’applicazione per tablet, che abbiamo potuto realizzare grazie ad una campagna di crowdfunding condotta lo scorso anno».

Ringraziamo Cristian per averci dedicato un po’ del suo tempo e se non lo avete già fatto, recatevi sulla piattaforma di Edison Start e votate il suo progetto Cross with me!

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scritto da:

Mariangela Palmieri

Freelance writer per Assicurazioneauto.it | Giornalista pubblicista, ho collaborato con testate radiotelevisive e della carta stampata in ambito locale | Attualmente collabora con il quotidiano “la Città” di Salerno.