Finti autovelox: servono a spaventare chi non rispetta i limiti di velocità?

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Le polemiche su cosiddetti “finti autovelox” continuano a tener bando nella stampa e nell’opinione pubblica. Questo intervento, in collaborazione con il Direttore di motorioggi, Dott. Girolamo Simonato, vuole far chiarezza e portare anche le voci, spesso non ascoltate di vari cittadini che hanno affermato il loro pensiero su questi strumenti.

autoveloxEcco quanto scritto dal Ministero competente in data 19/03/2014 ”Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha scritto al presidente dell’Anci Piero Fassino ribadendo il suo parere negativo sui “dissuasori di velocità”, il cui uso si sta diffondendo in numerosi Comuni.

I cosiddetti “finti autovelox” sono “Dispositivi costituiti da contenitori vuoti in materiale prevalentemente plastico di varia foggia e colorazione che vengono posti a margine della strada con il dichiarato intento di condizionare la velocità dei veicoli”.

Per il Ministero delle Infrastrutture e dei TrasportiNon sono inquadrabili in alcuna delle categorie di dispositivo o di segnaletica previste dal vigente Codice della Stradae pertanto “Non sono suscettibili né di omologazione né di approvazione o autorizzazione”. Dal Ministero si aggiunge che i finti autovelox possono anche costituire un pericolo: “La loro eventuale dislocazione a bordo strada dovrebbe considerare la possibilità che tali manufatti possano costituire ostacolo fisso, ancorché posti al di fuori della carreggiata”.

autovelox-velocitàNella serata del 27 marzo 2014, si è appreso della riunione che si è svolta al ministero dell’Interno, tra il responsabile del ministero, Angelino Alfano, il ministro ai Trasporti, Maurizio Lupi, e il presidente dell’Anci, Piero Fassino. In una nota si precisa inoltre che per quanto attiene ai  “finti” dissuasori di velocità, ovvero gli “autovelo-box”, “appare evidente che possano essere installati e operativi solo dissuasori dotati di effettivi dispositivi di controllo”. Già alcuni siti e giornali avevano scritto che questi manufatti dovranno essere impiegati per effettuare controlli, poichè essi non dovranno costituire insidia o pericolo per la circolazione stradale. La loro installazione doveva avere una logica, consistente in un numero esorbitante rispetto alle reali esigenze di controllo. Gli stessi ribadivano che al momento non esiste alcuna disposizione normativa che impedisca ad un comune di installare a bordo delle proprie strade, nei punti più pericolosi, i contenitori dei controllori elettronici del traffico. Parlando con alcuni Sindaci, gli stessi hanno convenuto che questi “anti autovelox”, malgrado le polemiche hanno certamente contribuito a ridurre le velocità in alcuni tratti di strade e di conseguenza devono essere annoverati tra i sistemi di  prevenzione della sicurezza stradale. Alcuni Comandanti di Polizia Municipale, interpellati a questo proposito, hanno affermato che dopo l’installazione di questi dispositivi, hanno registrato una diminuzione di velocità e soprattutto hanno recepito, anche formalmente da parte dei cittadini elogi per questa tipologia di intervento. In merito anche dei commerciali di concessionarie, che sentendo i loro clienti hanno convenuto che questi “bussolotti” certamente non sapendo se sono carichi o scarichi fanno da deterrente. È vero che non vi è una normativa precisa, ma effettivamente tutti noi automobilisti abbiamo notato che in presenza di questi “anti autovelox”, la maggior parte degli utenti rallenta. Questo è un ottimo risultato al fine di fare una adeguata prevenzione stradale. Si ribadisce che gli stessi possono essere “caricati” con i dispositivi omologati dal Ministero e in dotazione alle Forze di Polizia, atti alla rilevazione delle velocità. In questi casi vige l’obbligatorietà della segnaletica stradale, come dettata dall’art. 142 comma 6-bis.  Leggendo i dati ISTAT emerge che il mancato rispetto delle regole di precedenza, la guida distratta e la velocità troppo elevata sono le prime tre cause di incidente. I dati e le statistiche dimostrano che vi sono comportamenti che determinano con maggiore frequenza problemi di sicurezza stradale e incidenti, tra questi, la velocità occupa un ruolo centrale.

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Myriam Vegliante

Pugliese di origine, laureata a Roma in Impresa e Management presso Luiss Guido Carli e trapiantata, per lavoro, in Olanda. Attualmente mi occupo di Digital Marketing per il sito assicurazioneauto.it, grazie al quale ho combinato la passione per il marketing con l’interesse per la tecnologia e la scrittura. Ho collaborato a tutte le fasi di sviluppo della business idea, dalla marketing strategy alla web content creation, con un orientamento specifico e continuo alla SEO.