Abusi da parte delle compagnie assicurative: “sei troppo prudente? Non ti assicuriamo più”

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Vi avevano detto che, grazie alla logica delle polizze bonus/malus, gli automobilisti più virtuosi avrebbero ricevuto dei sostanziosi vantaggi al momento di pagare il premio assicurativo. Vi avevano anche spiegato che il nuovo Codice delle Assicurazioni avrebbe favorito la concorrenza tra le Compagnie, riservando grandi vantaggi agli assicurati.

Vi avevano informato bene, non c’è nulla di falso in tutto ciò; peccato, però, che si siano verificati degli episodi che hanno creato non poco sconcerto nei malcapitati che vi sono incorsi: episodi che hanno fatto sorgere dei dubbi sulla veridicità delle affermazioni in apertura di articolo, perché vi si ponevano talmente in contrasto da sembrare impossibili.

Ma spieghiamo meglio di cosa stiamo parlando: molti automobilisti, con una storia assicurativa esemplare (nessun incidente con colpa, né situazioni di insolvenza nel pagamento del premio), si sono visti recapitare a casa una lettera di rescissione unilaterale del contratto da parte della propria compagnia assicurativa. Il motivo di questa “bizzarria” è facilmente spiegabile: un cliente immacolato, che ha ormai raggiunto la vetta nella lunga scalata tra le classi di merito del meccanismo bonus/malus, è diventato anti-economico per la compagnia, che è costretta ad assicurarlo per una cifra contenuta.

Ovviamente, molti clienti che hanno ricevuto l’inattesa disdetta si sono recati presso l’agenzia di zona per chiedere spiegazioni e, spesso, gli stessi agenti si sono trovati sorpresi dall’accaduto: infatti, ad avviare la procedura di disdetta unilaterale della polizza, solitamente, è proprio la Direzione Centrale della compagnia.

In una parte dei casi, la disdetta è volta a disfarsi di un pacchetto di clienti non abbastanza remunerativo per le compagnie, che attuano contestualmente dei meccanismi volti a eludere il loro obbligo di assicurare l’automobilista che lo richieda: in termini più pratici, la compagnia propone all’ormai ex assicurato dei preventivi sostanzialmente più cari (spesso decisamente fuori mercato) per scoraggiarlo e, di conseguenza, indurlo a rivolgersi ad un’altra compagnia.

Talvolta, invece, la disdetta della polizza esistente è volta a costringere il cliente ad assicurarsi – presso la medesima compagnia – a condizioni contrattuali più svantaggiose: in sostanza, viene assicurato come “nuovo cliente” nonostante l’encomiabile curriculum da automobilista modello maturato proprio all’interno della stessa compagnia, cosicché debba pagare una somma più elevata e garantire un maggior ritorno economico all’assicurazione.

E’ evidente che comportamenti di questo tipo, oltre che deplorevoli, sono ai limiti della legalità (e anzi, come spiegheremo successivamente, oltre tali limiti): per questo, molte delle vittime di questi abusi hanno sporto ufficialmente reclamo presso l’IVASS (Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, che dal 1° Gennaio 2013 ha sostituito l’ISVAP) che ha provveduto a ricordare alle compagnie assicurative che tali comportamenti sono scorretti come già asserito nella circolare ISVAP 32-10-000172 del 4 Novembre 2010.

Ma a porre un serio freno al proliferare di queste pratiche illecite – più che la nota di richiamo dell’Istituto di Vigilanza – ha provveduto una sentenza del Giudice di Pace di Napoli  U.Merola che, chiamato a giudicare sul ricorso di un cittadino che aveva subito la disdetta ingiustificata del contratto, e al quale poi la medesima compagnia aveva proposto una nuova polizza con premio aumentato del 46%, ha ritenuto illegale il comportamento assunto dall’assicuratore, condannandolo a risarcire la quota di premio non dovuta (oltre che a sostenere le spese legali): la costituzione di questo precedente si è dimostrata di estrema importanza nell’arginare la diffusione di certi comportamenti.

Sulla stessa linea di pensiero va citata anche la sentenza della Suprema Corte di Cassazione, n° 10142 del 3 Maggio 2007, che impone alle compagnie assicurative, oltre all’obbligo di dover indicare un motivo valido ed oggettivo per disdire unilateralmente un contratto, anche di attenersi alla tariffa in vigore per quell’assicurato precedentemente alla disdetta, pena la restituzione al cliente delle somme in eccedenza pagate ingiustamente.

Purtroppo, nonostante i richiami dell’IVASS e le numerose sentenze giudiziarie, diverse compagnie assicurative continuano a mettere in atto pratiche scorrette di questo tipo, magari approfittando di clienti poco informati sui loro diritti e sugli obblighi a cui il proprio assicuratore dovrebbe attenersi; nel caso doveste trovarvi in questa sgradevole situazione, non esitate a contattare l’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni, che proprio grazie alle segnalazioni degli utenti può provvedere a porre in essere interventi volti a tutelare l’assicurato.

Infine, è sicuramente consigliabile informarsi su quali compagnie attuino pratiche scorrette e, di conseguenza, evitarle: va ricordato, infatti, che per quanto siano diffusi comportamenti poco chiari da parte di alcune assicurazioni, ci sono molte altre compagnie che operano in maniera del tutto trasparente nei confronti dei propri clienti.

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Giovanni Ottaviano

Freelance writer per Assicurazioneauto.it | Laureato in Urbanistica Sostenibile, mi occupo di ricerca indipendente nell’ambito della progettazione urbana e dell’implementazione di tecnologie innovative per lo sviluppo di Smart Cities | Appassionato di musica, cinema, fotografia e letteratura | Faccio della curiosità la mia dote principale, perché mi permette di non sentirmi mai appagato, invitandomi a conoscere sempre qualcosa in più